Pagelle Sanremo. Serata finale, come sempre con morale.
Avevo l’intenzione di fare le pagelle della serata cover, ma no. Apprezzo gli spettacoli e ogni tipo di espressione artistica onesta. Sebbene Sanremo sia ormai un contenitore fin troppo corretto, ho notato sfumature degne di nota. La prima è sempre la libertà, seppur parziale, di questo specifico “minuto d’odio”.
Perché odio e amore, alla fine, non sono che la stessa cosa.
Quello che mi sento di dire è che non ho una classifica “giusta”. Una kermesse musicale rimane lo specchio dei tempi, ed è giusto che i tempi si esprimano (e non io).
Quindi dico solo le mie preferenze emotive: Gassman, Nigiotti, Arisa. Ma che io non sia una da top ten, credo che ormai sia chiaro anche ai muri di casa tua.
Inoltre, so di aver lasciato indietro qualcuno nei giudizi della prima serata, perdonatemi. Rimedierò stasera.
Francesco Renga: ho un problema con lui, come con Paradiso. Ormai mi sembra di sentire sempre la stessa canzone. Magari i concetti e l’urgenza sono nobili e per qualcuno anche il pezzo. Non per me. Che sono nuda con i brividi. Voto: 5.
Chiello: sempre no. Niente che mi faccia scordare quanto sia stonato. Voto: 4.5.
Raf: lui non è sempre uguale a sé, lui è personale e familiare. Uguale forse, a un occhio poco attento. Non al mio (che ovviamente è attento alle cose mie). Una canzone che dedicherei a mio marito. Voto: 6.8.
Bambole di pezza: inizio dicendo che l’emozione che mi hanno lasciato nella prima serata era un contrappunto stupido di qualcosa di molto peggio. Stasera ho un occhio più oggettivo e comunque penso che abbiano fatto un “bel” pezzo sanremese con qualche parola che continua a toccarmi la carne viva. E hanno un bel suono che, quantomeno, non è un campionamento standard (no, non parlo di Ditonellapiaga). Voto 7,2.
Leo Gassmann: si sente l’arte nel sangue, ma l’ho preferito di gran lunga nella cover. Sebbene l’intonazione sia traballante, è sostenuta da un’anima degna. Forse (come me) ha bisogno di trovare una misura tra emozione viscerale ed esibirsi in pubblico. L’uscita “Abbasso la guerra” da Miss Italia l’avrei evitata (Il bel tacere che non fu mai scritto). Voto 6.
Malika Ayane: non la amo, non amo la sua voce (gusto personale). Ma è un’altra canzone che fa da specchio alla mia attualità attuale. Voto 6,8.
Tommaso Paradiso: spero, nella mia prima “recensione”, di non aver sminuito troppo il suo tributo, del quale ho profondo rispetto. Di contro, penso anche che tutti i “romantici” abbiano un non-posto dove rischiano di restare incastrati. Purtroppo lui lo ha fatto da anni, ma questo non impedirà che il suo messaggio possa arrivare, in futuro, dove deve (peraltro l’unico posto dove a lui interessa che arrivi). Voto 6.
J-AX: un vecchio zio Ax finalmente svecchiato. Dice quello che c’è da dire e mi diverte. Perché tanto lo sappiamo: buttarla in caciara è l’unica cosa che la gente vuole. Voto 7.
LDA e AKA 7: loro me li ero scordati. Non tanto per dimenticanza, ma perché davvero, non ho molto da dire. Forse da ubriaca la ballerei, mi stanno simpatici, hanno anche delle belle voci e sicuramente hanno guadagnato la pagnotta per l’estate. Voto 5.5.
Serena Brancale: da figlia la sento. Da donna meno. Forse, se avessi un’altra storia, sarebbe la mia preferita. Artisticamente siamo distanti. Voto 6.
Patty Pravo: continua ad incantarmi la dissonanza (giusta) tra lei e il testo. Vado da qualche parte, con lei e con le parole. Voto: 7.5.
Sal Da Vinci: io, innamorata del neomelodico da prima che iniziassi a camminare, devo comunque ammettere che c’è la stessa canzone che gira da almeno 50 anni. Lui mi fa simpatia. Voto 5.5.
Elettra Lamborghini: NC.
Ermal Meta: così si parla della guerra, se sei un artista e non un portabandiera inutile che fa discorsi da bar e sputa fiele in faccia a chi non ha la verità in tasca (e non la vuole nemmeno). Non sapete quanto sia facile e banale la vostra posizione. Siate felici di questo. Lui è un Padre, non dei suoi figli, ma del mondo. Non ho molto da aggiungere. Voto 7.5.
Ditonellapiaga: PC in muto, perché dopo Ermal, davanti a sta pagliacciata mi salirebbe una rabbia che non saprei nemmeno scrivere. Dico solo che per nominare Torino ci vorrebbero almeno venti saponette in bocca, ad essere veramente senza vergogna. Un saluto a tutti gli indinniatih da divano. Godetevela (ed eventualmente fatela vincere). NC.
Nayt: questa è la più grande smentita di Alessia oggi, perché ho guardato nei suoi occhi. Quello che sembrava un plagio a caso era voluto. Indispettire i “vecchi” e allontanare i “giovani” fino al punto X per farli incontrare lì? Per me ci è riuscito. Ti ho visto, non aspettarti che lo facciano in troppi però. La sua uscita: “Io ho la cultura!” mi conferma entrambi i miei pensieri, sia il boomer in me sulla difensiva, sia Me (qualsiasi cosa me voglia dire). Voto 8.
Arisa: non riesco a dire molto ad Arisa. Ho solo paura che la vita la ingoi. Voto 8,2. Alle bambine ferite! Cincin.
Sayf: il ragazzo si farà. Il mio parere dettagliato (non smentito) nell’atto 1. Ragazzi che servono, in tutti i sensi possibili. Voto 7,8.
Levante: non la amo, ma mi è piaciuta in questo Sanscemo. Voto 7.
Masini & Fedez: sono ancora un po’ sotto shock, lo ammetto. Ma diventare il padre artistico di un dolore così “lontano” è l’apoteosi del saper sopravvivere al mondo. Mi stupisce fatto da Masini? No. Chi conosce il dolore meglio di lui? Poi vedo l’occhio lucido di Fedez e non riesco a vedere niente più o niente meno di un padre e un figlio. Il sangue non è l’unica cosa che conta. Voto 8,2.
Samurai: sempre Nera di Irama. La brutterrima copia. NC.
Michele Bravi: penso di non avere che dire in più. Voto 8,5.
Fulminacci: confermo il Tenco con la canna in mano. E sai perché? Perché Filippo mi è intimo. Fulminacci è quello che non si nasconde dietro a un dito (nella piaga, ovviamente), perché dall’inizio di Sanremo va in giro con un bigliettino con scritto il suo nome. La RAI inizialmente spostava la camera pensando a qualche ennesimo slogan politico. Ma era solo l’innocuo slogan di se stesso. Quando lo hanno capito, hanno ricominciato ad inquadrarlo. Una risposta di classe a: “Questo chi cazzo è?”. Una risposta di classe anche agli “artisti” terrorizzati dall’AI. Una risposta di classe agli sventolabandiere compulsivi (troppi). Ti ricordi chi cazzo sei? Se sì, tanto basta. Puoi fare il tuo, con la tua bandiera in mano. Voto 8,5.
Luché: con lui sono banale, i suoi denti mi distraggono (sono umana anche io). Mi devo concentrare più del normale per ascoltare. Ci provo. Qualcosa che richiama anche il mio pippone precedente c’è. Ma sai, no. Sii SII, non fingiti, l’esempio che vuoi vedere nel mondo. Voto 5,5.
Tredici Pietro: voto 7,5.
Mara Sattei: il suo unico sbaglio, secondo me, è stato quello di pensare che a qualcuno, a Sanremo, interessasse più il testo che la posa. Io comunque ho ascoltato tutto. Voto 7,5.
Dargen: gli avevo dato un voto politico, perché, per fortuna, abbiamo anche artisti per i quali servono almeno due ascolti. Me lo rifai? Se sì: 9. Se no: 0.
Nigiotti: ma chi è che sa volare fratello? Forse solo tu dalle scale. Voto 9.
Maria Antonietta & Colombre: avevo saltato anche loro nelle recensioni d’impeto. Annebbiamento protettivo da tempo spalmato. Incredibilmente escono anche evitando l’effetto Miss Italia. Questa è maturità artistica. Voto 9,2.
Eddie: molto scorretta per il motivetto di Sanremo bene. Sarà un caso che canti per ultimo? Per fortuna nessuno ascolta i testi, se no gli davano di sfiga come Masini. Voto 7,7.
Come chiusa, ti lascio qualcosa che magari ti risuona. Nessuno sceglie i suoi gusti musicali perché è tutta una questione di vibrazioni (le chiamiamo animiche?) non c’è meglio o peggio, c’è solo quel che c’è.
E nella giungla nella quale viviamo sono previste, a parimerito, sia ribellione che omologazione. Non è una colpa. Non è un pregio o un difetto. Secondo me, è solo una domanda: quanto lontano sei disposto a guardare? Lontano da te, ovviamente.
PODIO. So che lo volete e non avete sbatti di tornare indietro.
- Maria Antonietta & Colombre
- Enrico Nigiotti
- Fulminacci / Bravi
2 Comments
Ash
Sei la cosa meno omologabile che abbia letto circa sanremo, ed è perfetto! 😀 😀 😀
evitolaforma
Molto bene! 🩷